Alla scoperta del "nuovo" Monza

Alla scoperta del "nuovo" Monza

Monza. Finora la stagione del Monza è stata caratterizzata da alti e bassi. Nel complesso si tratta ovviamente di un’annata fino a qui positiva, perché i ragazzi di Giovanni Stroppa si trovano al quarto posto in classifica, in piena zona playoff e a soli tre punti dalla vetta

Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché i tifosi lombardi possano festeggiare un traguardo importante alla fine dell’anno. Eppure, come appena accennato, le prestazioni continuano a lasciare un retrogusto agrodolce. L’ultima uscita, in casa contro la Spal, è forse coincisa con la peggior prestazione stagionale. Un paradosso, se si guarda al 4-0 finale con cui il Monza si è sbarazzato dei rivali emiliani, ma la partita è stata tutt’altro che esaltante. Certo, non si può ignorare l’episodio avvenuto dopo soli dieci minuti, quando un ingenuo Dickmann ha sgambettato Mota lanciato a rete ed è stato mandato sotto la doccia dall’arbitro, lasciando i suoi in dieci. Da quel momento in avanti, pur con quattro reti segnate, i troppi errori tecnici hanno compromesso la prestazione della squadra, difficilmente giustificabile. 

C’è però da dire che se oggi le aspettative nei confronti della squadra di Stroppa sono così alte è perché da qualche anno a questa parte la percezione del club lombardo è stata completamente stravolta. Per l’esattezza, il riferimento è al 2018, anno dell’insediamento dell’attuale presidenza e proprietà, che ha sborsato quasi 3 milioni di euro per rilevare il Monza. L’obiettivo dichiarato è stato chiaro fin da subito: portare la squadra in Serie A nel giro di due anni. Obiettivo che finora è stato centrato solo a metà, perché se è vero che la promozione in B del primo anno rimane un ottimo risultato, la massima divisione non è ancora stata raggiunta. 

Sembra, però, solo una questione di tempo. Il nuovo management, infatti, non si è certo fatto pregare, e fin da subito ha effettuato investimenti ingenti. Innanzitutto, molte delle risorse economico-finanziarie sono state riversate nelle infrastrutture, elemento fondamentale per qualsiasi club sportivo che aspiri ad arrivare ai massimi livelli.

 

E poi c’è il capitolo mercato, che ha causato l’esborso più pesante. Fin dal suo arrivo la nuova dirigenza ha cercato di costruire una squadra di alto livello, e i risultati dei primi anni ne sono stati la prova. La primissima stagione si è tradotta in un’agevolissima promozione in B, mentre solo l’anno scorso il Monza ha raggiunto il terzo posto. Purtroppo i playoff non sono andati come si auguravano i tifosi, ma chissà che questo non possa essere l’anno buono per la tanto agognata promozione. 

Ciò che non può essere però messo in discussione è la voglia del “nuovo” Monza di stupire. La dimostrazione più lampante degli sforzi economici profusi dall'attuale presidenza è forse l'acquisto di Mario Balotelli, risalente a più di un anno fa. Alla fine questo matrimonio sportivo si è consumato nel peggiore dei modi, e come spesso succede Balotelli è stato gentilmente accompagnato alla porta da società e allenatore. Nulla di nuovo per uno degli sportivi più eccentrici al mondo, la cui carriera è scandita da rapporti professionali tormentati che ne hanno rallentato la crescita. 

Un altro chiaro esempio della forza economica di questa nuova gestione è l’ingaggio di Kevin-Prince Boateng. Anche in questo caso l’avventura del centrocampista ghanese si è conclusa prematuramente, ma per motivi molto diversi rispetto a Balotelli. L’ex Milan e Barcellona ha deciso di tornare nell’Hertha Berlino, suo primissimo club, ma si è comunque reso protagonista di una buona stagione. 

Gli investimenti elencati, come pronosticabile, hanno inciso non poco sul bilancio del club. Se negli ultimi tre anni sono stati investiti circa 40 milioni, nel 2020 la perdita è arrivata a 26. Ovviamente questo dato va preso con le pinze, data la straordinarietà dell’anno in questione e anzi, il fatto che il Monza sia riuscito a rimanere competitivo nonostante un bilancio negativo dimostra la solidità della proprietà e presidenza attuale. L’ultimo passo, adesso, è la promozione in Serie A. Per farlo gli uomini di Stroppa dovranno aumentare la qualità del gioco, ma i presupposti sembrano esserci tutti.

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