Elezioni: che mazzata per il centrodestra!

Elezioni: che mazzata per il centrodestra!

Elezioni: una mazzata per il centrodestra. "Inutile star lì a sfogliar verze: meglio ammettere la sconfitta e chiamare le cose con il proprio nome" ha commentato a caldo un esponente di spicco della coalizione che fa capo alla triade Berlusconi-Meloni-Salvini. Persa clamorosamente Monza, perso Cesano Maderno (altro Comune con più di 15mila abitanti che andava al ballottaggio) persi altri paesini di contorno già al primo turno (Lesmo, Carnate) resta qualche medicina lenitiva per le vittorie a Lissone e Meda ma poco altro. E muove a pochi brindisi anche il tonfo della sinistra a Sesto San Giovanni (la tanto sbandierata "Stalingrado d'Italia") perché lì vicino c'è Cologno Monzese (Giunta di centrodestra) che è a un passo dal commissariamento causa incapacità politico-contabile. Poi ancora Cernusco sul Naviglio (sconfitto Cassamagnaghi) e San Donato Milanese (centrodestra addirittura neanche al ballottaggio). Anche nel resto della Lombardia non si può stare allegri: Lodi nelle mani di Pd e compagni fin dal primo turno, Como alle civiche dopo un ballottaggio in cui il candidato di centrodestra non è neanche riuscito a entrare, Crema al centrosinistra con il 58% dei consensi.

Ma, se vogliamo dir le cose come stanno, è il crollo di Monza quello che fa più rumore. Il sindaco uscente Dario Allevi aveva lavorato tanto e bene, conducendo anche una campagna elettorale esemplare con tutte le mosse giuste (benemerenze civiche a 48 ore dal voto, promozione del Monza in A ben cavalcata nei comizi, show finale in piazza con Berlusconi). Per di più aveva incassato l'apparentamento con il civico Paolo Piffer, vera testa pensante dell'opposizione, forte di un suo 6% al primo turno. Infine, distaccava il rivale Pilotto di ben 7 punti percentuali. E invece... Invece sinistra e centrosinistra hanno sbancato la ruota brianzola: Monza ricade da oggi nelle mani di chi l'aveva governata fino a cinque anni fa. C'è chi imputa gran parte della sconfitta al pasticcio della raccolta differenziata (rifiuti) che ha causato una vera rivolta in città nei mesi scorsi. Più di un osservatore aveva fatto notare che le valanghe di proteste e malumori si potevano dribblare semplicemente... rimandando il cambio dell'appalto a dopo il voto. Troppo facile? Questo è il risultato.

Saranno adesso molti gli argomenti che andranno affrontati nei vari tavoli politici della coalizione, a partire dalla tanto agognata unità del centrodestra. Purtroppo, già ai piani più importanti dell'empireo (Palazzo Lombardia, Palazzo Pirelli) non si può dire che l'esempio venga dall'alto: lo strappo della vicepresidente Letizia Moratti che vuole candidarsi al posto del "suo" governatore Attilio Fontana è già di per sè il peggior esempio da non seguire.

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