Flavio Grossi ha raggiunto la sua isola: il congedo in una poesia

grossi_flavio.jpgVimercate. "Una spiaggia ho raggiunto di un’isola solitaria, con il mio cuore e la mia mente, una parola di fatto, ho conquistato, libertà più libertà". Flavio Grossi, "poeta on the road", come si autodefiniva, questa volta la sua isola l'ha raggiunta davvero. Probabilmente è questa la libertà che andava cercando in una delle tante poesie che lo avevano reso personaggio più vero in una vita difficile, segnata da sbagli (la droga e l'alcol) e debolezze, ma anche dalla voglia di esserci e di riprovarci. Gli errori commessi li ha pagati cari, sulla sua pelle. E non sta certo al tribunale delle chiacchiere giudicare. Lui, a modo suo, c'era. Lui e le sue poesie, stampate in qualche modo come fossero una versione moderna dei "fogli volanti" del XIX secolo. Buttate spesso in un malconcio sacchetto di plastica usurato, le poesie di Flavio erano il suo modo di chiederti da vivere: qualche euro per un pezzo di carta, cinque-dieci euro quando riusciva in qualche modo a rilegarle e farsele pubblicare. Giovedì un tumore se l'è portato via. Oggi, sabato, alle 9,30, l'estremo saluto nel Santuario, davanti a quell'asfalto dove ha consumato suole, errori e speranze. Da poeta.

Libertà è Libertà (di Flavio Grossi)

Onde impervie
nel mare deserto di sabbia,
senza
orizzonti futuri.
Buio torbido,
catene ai polsi ti cerco ti
voglio ma sei lontana.
Mente e cuore infranto,
una luce
vorrei assaporare.
Dall’azzurro
vedo un gabbiano volare,
ti penso ti voglio ti vorrei imitare.
Speranza di un prato verde
per camminare,
per saltare,
per correre.
Ma la mia mente ed il mio cuore
ti hanno raggiunto.
Gabbiano del mare,
senza certezze
in una notte di stelle
volo sul mare,
una spiaggia
ho raggiunto di un’isola
solitaria con il mio cuore
e la mia mente,
una parola di fatto,
ho conquistato,
libertà più libertà.

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