Il capitale umano: La7 copia Virzì usando Vimercate

 

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Vimercate. C'è l'onnipresente rapper Emis Killa che ammette candidamente: "La metà dei miei soldi vanno allo Stato, che praticamente è un mio socio che non fa un c…. e si prende i miei soldi, questa cosa mi manda in bestia. E’ vero che chi guadagna di più paga più tasse, ma ti girano ancora di più i coglioni: vuoi mettere che se guadagni un milione di euro 500mila li devi dare allo Stato. Io non guadagno così tanti soldi, ma se un domani dovessi guadagnarli anch’io penserei ad evadere il fisco magari, penserei ‘perchè mi devo far inculare così?’ Se faccio i soldi, me ne vado”.

Poi c’è l’imprenditore Gianluca Brambilla della eAgisco di via Kennedy che preferisce i laureati indiani agli stagisti italiani e teorizza l’esportazione dei nostri anziani in Africa per abbattere i costi della sanità che, in Lombardia, secondo sue ricerche, peserebbe per 1 miliardi di euro all’anno nel solo sostegno alle Residenze sanitaria per anziani (Rsa).

Poi ci sono i giovani imprenditori brianzoli pescati alla discoteca Noir di Lissone che guardano alla Svizzera, l’imprenditore golfista del club di Villa Paradiso a Cornate che elogia la Spagna, il presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza, Carlo Edoardo Valli, che rimpiange Berlusconi e auspica un post-berlusconismo nel solco del cavaliere.

Dopo le polemiche suscitate dalla infelice intervista del regista Paolo Virzì sulla Brianza (700.000 euro di fondi pubblici per girare la pellicola "Il capitale umano), l’altra sera è toccato alla trasmissione Piazzapulita su LA7 cavalcare l’onda del qualunquismo. Guarda il video.

Premesso che, come sempre, i servizi televisivi riassumono e confezionano in pochi minuti interviste anche di un’ora, con il risultato non infrequente di sovvertirne senso e contenuti, l’immagine che ne esce della Brianza e di Vimercate non solo non è delle migliori. Ma è assolutamente parziale, quindi ingenerosa al limite del falso.

Il servizio, che si apre con le immagini delle Torri bianche, è addirittura noioso nel suo stereotipo. Raccontare la Brianza delle oltre 300 associazioni di volontariato, delle imprese sociali, dei musei come il Must o delle Ville aperte, dei parchi sovracomunali, del record italiano di raccolta differenziata, delle imprese under 30 probabilmente non avrebbe bucato lo schermo.

Alla fine forse non tutto il male vien per nuocere. Un risultato Virzì e LA7 l’hanno ottenuto: mostrando una Brianza che non c’è hanno stimolato i brianzoli ad essere ancora più orgogliosi della Brianza che c’è. Che può migliorare, certo, ma che è molto migliore di questi stupidi e banali stereotipi.

 

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