Il tecnico del Comune perde la causa contro il consigliere

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Vimercate. Diritto di critica, Alessandro Cagliani “batte” Bruno Cirant in Tribunale. Si è praticamente conclusa con l’ordinanza di archiviazione del Giudice per le indagini preliminari l’insolita querelle legale che vedeva contrapposti in Tribunale il consigliere di Noi per Vimercate e Bruno Cirant, dirigente dell’Urbanistica di Palazzo Trotti.
Quest’ultimo aveva querelato Cagliani e due giornali locali (L’Esagono e il Giornale di Vimercate) nell’ambito della tribolata apertura della palestra GClub alle Torri bianche, vicenda che aveva fatto anche registrare le dimissioni dell’allora assessore all’Urbanistica Laura Curti. In quella occasione Cagliani aveva inviato una lettera ai due settimanali, rilevando quelle che - a suo avviso - erano procedure anomale, stigmatizzando il presunto strapotere amministrativo del duo Cirant-Maddaluno e ironizzando anche sulla assiduità in palestra dello stesso Cirant. Quest'ultimo, sentendosi offeso e contestando anche la veridicità dei fatti denunciati da Cagliani, aveva querelato tutti. I fatti risalgono al 2010. Alcuni giorni fa è arrivata l'ordinanza di archiviazione. Il GIP del Tribunale di Milano ha accolto le tesi e le richieste del Pubblico ministero e della difesa, riconoscendo nell’intervento di Cagliani il diritto della critica politica, giudicando i toni inoffensivi e scherzosi. 

Già il pm aveva chiesto l'archiviazione "essendo stati rispettati i requisiti dell'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza della notizia, della veridicità dei fatti narrati, della continenza formale, pur nell'asprezza dei toni usati, tipici della critica politica".

Il Gip, a onor di cronaca, ha rilevato come "il contenuto dell'articolo possa ritenersi obiettivamente offensivo dell'onore e della reputazione dell'ing. Cirant", ma ha anche ribadito la veridicità dei fatti narrati da Cagliani, l'interesse pubblico della notizia e la continenza formale.

Teoricamente Cirant potrebbe ancora proporre ricorso in Cassazione ma non per il merito della vicenda, solo per i casi di nullità per vizi del procedimento, che qui però non paiono sussistere. 

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