Lunga marcia di Alcatel e un miracolo: 300 posti già salvi?

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Vimercate. Operai, impiegati, studenti, politici. Il territorio c'era, per dare un segnale chiaro alle multinazionali: la Brianza Est è terra di lavoro, non di speculazioni aziendali. Questa mattina un lungo e orgoglioso corteo si è snodato dalla sede di Alcatel fino all'Omnicomprensivo di via Adda, passando per il centro. C'erano i lavoratori, c'erano gli studenti, c'erano i sindaci (da quello di Vimercate, Paolo Brambilla, fino a quello di Monza, Roberto Scanagatti): tutti per ribadire il no ai 600 esuberi annunciati dalla multinazionale Alcatel e per ricordare che in Brianza e in Lombardia è ancora conveniente investire e rimanere.

Ma nelle stesse ore in cui il corte si snodava per Vimercate, correva la notizia di un primo presunto (anche se non confermato) "miracolo. Sarebbe già stato siglato un memorandum d’intesa traAlcatel-Lucent e Siae Microelettronica,  per lo spin off del ramo optics. Un'operazione che salvaguarderebbe  circa 300 dipendenti e che potrebbe essere già messo sul tavolo lunedì durante l’incontro al ministero del Lavoro con i sindacati.

Se la notizia fosse confermata, le attenzioni si concentrerebbero sui rimanenti 300 dipendenti a rischio licenziamento. Intervistato dal Corriere delle Comunicazioni a metà marzo, il numero uno di Alcatel-Lucent, Michel Combes,  aveva affermato: “Nessun abbandono dell’Italia, ma la riorganizzazione è necessaria. Troppa dispersione e costi operativi eccessivi. Il Futuro? Ottica e trasmissione wireless”.

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