Mini-provincia di Vimercate: adesso tocca alla politica

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Vimercate. Una mini-provincia da 43mila abitanti. Mentre la provincia di Monza dovrebbe (condizionale d'obbligo) avviarsi verso la chiusura a giugno insieme a tutti gli analoghi enti italiani, Vimercate lavora per costruirsi la sua. Una sorta di Vimercatese in miniatura a cui, in una prima fase, aderirebbero oltre a Palazzo Trotti anche Ornago, Carnate e Burago Molgora. Non si tratta assolutamente di una ipotesi ma di un lavoro supportato dalle direttive del ministro Del Rio e che, anni fa, vide un analogo ma ancora più micro esperimento nell'Unione dei Comuni di Basiano e Masate, a ridosso di Trezzo sull'Adda (in questo caso si tratta di unione e non di fusione). Lo scorso 2 dicembre ben 58 Comuni lombardi sono andati a referendum su ipotesi di fusione, nessuno in provincia di Monza e altri andranno al voto a maggio.
I primi passi per la mini-provincia sono stati mossi dai tecnici: a cavallo fra fine 2013 e inizio 2014 si sono tenuti a Vi- mercate due incontri plenari, destinati ad amministratori e dirigenti (l’11 dicembre) e a dirigenti e responsabili dei servizi (il 9 gennaio). Ora tocca alla politica: la fusione dei quattro enti potrebbe approdare per un primo passaggio sui banchi del Consiglio comunale già nella prossima seduta, mentre ad aprile il parlamentino di Palazzo Trotti potrebbe votare il progetto. A livello di iter burocratico l'ultima parola spetta poi a Regione Lombardia che deve prima approvare in Commissione e in Aula la proposta di referendum e, svolta la consultazione, prendere atto dell'esito delle urne e dare l'ultimo via libera alla modifica istituzionale. Sul piatto della bilancia, come sempre, pro e contro: da una parte possibili risparmi, ulteriori sinergie, un territorio e una popolazione più ampia da mettere sul tavolo a eventuali investitori o appaltatori. Dall'altra una inevitabile rinuncia all'identità comunale, un contatto meno diretto tra l'Amministrazione centrale e le nuove frazioni e anche una possibile duplicazione dei procedimenti.
Un primo assaggio potrebbe arrivare con la creazione di un consorzio unico di Polizia locale. La decisione finale spetterà ai cittadini.

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