Presunto terrorista, l'espulsione è tardiva?

isis.jpgVimercate. L'espulsione del presunto terrorista tunisino, residente in città in via Cadorna (dove vive tuttora l'ex moglie con i due figli), ma di fatto senza fissa dimora, è arrivata troppo tardi e forse "suggerita" dai fatti di Parigi? Se lo chiede il nuovo segretario nazionale della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, alla luce delle notizie secondo cui gli estremismi di Kamel Ben Hamida erano ben noti anche ai frequentatori del centro islamico di via Ghilini a Monza, da dove era stato per questo allontanato.

Alla base dell'espulsione decisa dal ministero dell'Interno ci sarebbero delle intercettazioni e dei messaggi in cui il tunisino, a Vimercate dal 2005, avrebbe espresso propositi di martirio, simpatie per l'Isis (nella foto alcuni militanti) e persino il proposito di uccidere la moglie qualora questa (di nazionalità italiana) avesse deciso di far convertire i figli al cristianesimo.

"La vicenda di Kamel Ben Hamida rappresenta l'ennesimo segnale di allarme per il nostro territorio - dichiara il deputato monzese del Carroccio - Intanto non basta che oggi i responsabili del centro islamico di Monza si vantino di averlo allontanato dalla loro moschea. Questa non è collaborazione. Se la comunità islamica avesse davvero voluto collaborare nella lotta contro il terrorismo si sarebbe fatta sentire subito e non a posteriori: avrebbero dovuto parlare prima, avvertendo fin da subito le autorità preposte su questo soggetto così pericoloso. In ogni caso questa vicenda conferma la necessità di controlli più stringenti sui luoghi di culto o di aggregazione degli islamici presenti in tutta la Lombardia, a cominciare dalla moschea milanese di viale Jenner, frequentata dallo stesso Kamel Ben Hamida in passato. Non solo. Riflettiamo poi bene sui pensieri che questo fanatico esternava a voce alta o nelle chat: non solo sul suo desiderio di immolarsi per la jihad, ma anche sull'odio profondo che nutriva per la sua ex moglie italiana, per la decisione di educare i suoi figli secondo le nostre tradizioni e dunque come cristiani e non come islamici. E per questa ragione questo Kamel voleva vendicarsi della ex moglie e forse anche sui figli. Bell'esempio di integrazione e ancora complimenti all'omertà della comunità islamica locale. E se nel frattempo questo Kamel avesse messo in pratica i suoi sanguinari propositi? E se avesse ucciso la moglie o i figli? Le espulsioni non devono essere attuate solo verso chi è considerato pericoloso ma anche verso chi lo appoggia o lo copre, anche con il suo silenzio".

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