Spaccio in piazzale Marconi e largo Europa: al vertice una donna in stato di gravidanza

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Vimercate. Nelleprime ore della mattinata del 30 ottobre 2014 i carabinieri della stazione di via Damiano Chiesa in collaborazione con i colleghi del Norm hanno coronato una spettacolare indagine anti-droga, condotta nel silenzio e con la massima professionalità per diverse settimane e che ha condotto i militari a setacciare la città e i Comuni di Burago e Brembate (BG).

Alla fine sono finiti in manette 7 nordafricani e una donna italiana, in stato di gravidanza.

L’operazione prende vita nel corso dell’estate dopo che, a seguito dei numerosi controlli svolti dai carabinieri in particolare nei principali luoghi di aggregazione giovanile (piazzale Marconi e largo Europa), era stato notato un gruppo di cittadini nordafricani, facilmente identificabili come i presunti spacciatori di cocaina. Non è escluso che possano essere presi dei provvedimenti anche nei confronti di alcuni locali pubblici.

Da lì sono partite complesse indagini basate su pedinamenti e intercettazioni telefoniche, per essere in grado di ricostruire tutta la rete dello spaccio. Al vertice dell’organizzazione si è così scoperto esserci un nordafricano di 30 anni, residente a Burago e da tutti chiamato “Besu”. Con lui una 40enne italiana, di origini vimercatesi, prima arrestata e poi messa ai domiciliari perché in stato di gravidanza.

OLTRE 300 I CLIENTI ABITUALI

Nel corso delle indagini sono stati identificati oltre 300 clienti abituali, la gran parte residenti nel Vimercatese, alcuni dei quali minorenni, una minima parte nelle limitrofe province di Milano, Bergamo e Lecco, mentre altri 200 circa sono ancora in fase di identificazione.

UN BUSINESS DA DUE MILIONI DI EURO

Si e’ calcolato che in circa due mesi di attivita’ di indagine gli appartenenti al gruppo criminale abbiano effettuato oltre 5 mila cessioni di stupefacente (anche 250\300 in una sola giornata – nel fine settimana - da parte di tutti i componenti della banda), per un giro di affari di oltre due milioni di euro (calcolo che va esteso – a ritroso -  agli anni in cui il gruppo era operativo; si consideri che questo “Besu” (tra l'altro recentemente salvato proprio dai carabinieri in occasione di un tentativo di suicidio sotto gli effetti della droga, ndr) e’ almeno da tre anni considerato uno dei principali spacciatori dell’intera provincia di Monza e delle limitrofe di Milano e Bergamo, e che finora era riuscito a farla franca).   

Molti spacciatori erano pronti proprio in queste ore a fare rientro in Marocco, sentendosi ormai il fiato sul collo.

I cittadini fermati hanno tutti tra i 36 ed i 28 anni, irregolari sul territorio, privi di stabile dimora e di attivita’ lavorativa: 5 di loro sono pregiudicati per reati specifici.

Nel corso degli interventi all’interno delle diverse abitazioniveniva complessivamente sequestrato:

-      circa 1 etto di cocaina, gia’ suddiviso in dosi e destinato allo spaccio al dettaglio;

-      materiale vario per il confezionamento, tra cui numerosi bilancini di precisione;  

-      quasi 10 mila euro in contante, sicuro provento illecita attivita’, corrispondente indicativamente all’incasso di una sola giornata;

-      nr. 24 telefoni cellulari con relative sim card, alcune delle quali internazionali;

-      nr. 8 tablet e personal computer utilizzati per gestione economica citata illecita attivita’ (attivita’ di spaccio 2.0)

Oggi sono previsti gli interrogatori di garanzia in carcere a Monza.

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