Studenti Omni, sit-in per trasporti ed edilizia

Studenti Omni, sit-in per trasporti ed edilizia

Vimercate. Oggi davanti all’Omnicomprensivo di Vimercate, oltre un centinaio di studenti degli istituti Vanoni e Einstein hanno manifestato contro un rientro a scuola non in sicurezza.
“I nostri istituti hanno una serie di gravi problemi dal punto di vista edilizio- dichiara Calogero Di Caro, Coordinatore dell’UdS Vimercate e rappresentante dell’istituto Vanoni -diverse parti della struttura non possiedono certificati di prevenzione da incendi e sismi, i disagi sono all’ordine del giorno: tra il crollo di intere sezioni di muri, soffitti, grondaie, caloriferi e finestre, l’utilizzo di carta igienica al posto delle tapparelle, la temperatura che supera ampiamente i limiti designati dalla legge, raggiungendo perfino i 13°, topi e ratti morti nei corridoi e nelle palestre e classi pollaio in cui non è possibile assicurare il metro di distanza tra i banchi non è possibile affermare che questo sia “un rientro in sicurezza” come sostenuto dal Ministro Bianchi. Come Unione degli Studenti Vimercate esigiamo immediatamente un tavolo di confronto permanente con l’Assessore Giuliana Colombo”

Anche la questione trasporti si rivela, per la sicurezza e per la salute degli studenti, particolarmente critica.
“La mancanza di mezzi di trasporto e il conseguente sovraffollamento ci espone ad un elevatissimo rischio di contagio, si supera di gran lunga la capienza massima consentita dell’80%- denuncia Fabio Decaro, rappresentante d’istituto dell’Einstein -ci chiedono di evitare qualunque sorta di socialità nel nostro istituto per non alzare la curva dei contagi, e quando usiamo i mezzi di trasporto siamo obbligati ad ammassarci senza alcun limite? È pura ipocrisia, in due anni non ci sono stati dei reali investimenti nelle nostre linee, la retorica dell’emergenza non può giustificare la nullafacenza delle istituzioni competenti sotto questo punto di vista. Esigiamo immediatamente un tavolo di confronto permanente con l’Assessore Francesco Giordano e l’agenzia del TPL.”

Le richieste degli studenti non sono rivolte solamente alle istituzioni, ma anche alle dirigenze delle loro scuole: “Per quasi una settimana gli studenti hanno fatto lezione con una temperatura inferiore ai 15.0°-conclude Di Caro- senza che gli fosse concesso di uscire da scuola come da regolamento. In questa situazione di precarietà sentiamo il bisogno di avere un dialogo maggiormente trasparente e costante con la presidenza, vorremmo che fosse chiaro che situazioni di questo tipo non dovranno mai più verificarsi.
Saremo pronti ad intensificare gli scioperi se le nostre richieste alla Provincia e alla Dirigenza Scolastica non verranno accolte.”

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