Vecchio ospedale ed ex Cava Cantù: il progetto e le incognite

vimercate_pii.jpgVimercate. Dopo 7 anni dal primo accordo di programma si torna a parlare concretamente della riqualificazione  del vecchio ospedale e dell'ex Cava Cantù. Il Consiglio comunale, con il parere favorevole della maggioranza e la contrarietà delle minoranze, ha preso atto giovedì sera del nuovo Piano integrato di intervento con cui l'Amministrazione comunale intende ridisegnare una buona porzione del centro. Là dove una volta era vivo l'ospedale e ora giace il deserto monoblocco, l'esecutivo guidato da Paolo Brambilla prova a immaginare un nuovo quartiere con otto palazzine residenziali, una nuova piazza, una ampia fontana e un percorso verde che va a toccare l'area dell'ex Cava che, una volta rimessa a posto, dovrebbe costituire un piccolo polmone verde con tanto di laghetto e piste ciclabili. Il primo accordo di programma venne sottoscritto il 9 aprile 2009 tra Comune, Regione, Azienda ospedaliera, con l'adesione del Consorzio agrario di Milano e Lodi, proprietario di un consistente lotto e le immobiliari Briantea 2000 srl e Europa srl proprietarie dell'ex Cava. L'accordo prevedeva allora anche una struttura socio-sanitaria-assistenziale in via Cereda all'interno dell'ala storica dell'ex ospedale, funzioni di terziario pubblico nell'edificio di via Bonsaglio-Battisti con cessione dello stabile al Comune. Poi i bandi per la alienazione delle aree pubbliche andarono deserti: la vendita dell'ex ospedale era stimata tra i 19 e i 20,5 milioni di euro ma la gara del 2010 non andò a buon fine. Da qui, primo nodo da sciogliere, lo spezzettamento in lotti per rendere più agevole la vendita delle aree (si troveranno acquirenti?). Altro punto critico riguarda una modifica di un articolo dell'Accordo di programma che, però, non dovrebbe costituire una variante e non dovrebbe necessitare di un atto integrativo. Ma si attende comunque ancora dalla Regione una risposta sulla piena conformità del nuovo progetto rispetto all'Accordo di programma (nessun commento in merito dal parte del governatore Roberto Maroni in occasione della sua recentissima visita al nuovo ospedale). Ad oggi, comunque, il Comune è pronto a rimettere mano all'area da 132.684 metri quadrati: un progetto colossale che, comunque, non vedrà la luce prima di una decina di anni. Oggi i proprietari si chiamano Devero, Iver, Fondo Miruna e Eldap, oltre a Regione Lombardia che deve tenere conto del crollo dei prezzi di mercato per cui l'area da 20 milioni di euro oggi ne vale, stando ottimisti, non più di 16. Case, negozi e uffici occuperanno circa 82mila metri: si stima un incremento della popolazione di circa 1000 abitanti qualora i nuovi 650 appartamenti dovessero essere tutti venduti (e qui l'altra criticità su cui puntano il dito le minoranze, ovvero le quote di immobiliare invenduto già esistenti in città). Il Comune chiederà in cambio agli operatori privati circa 21,5 milioni di opere (strade, parcheggi, piste ciclabili), 5 milioni per riqualificare la palazzina storica di via Cereda e 8 milioni per manutenzioni e riqualificazioni energetiche degli edifici pubblici esistenti. E' chiaro che il futuro urbanistico della città passa da qui. Intanto l'iter va avanti. Ad aprile la Giunta di centrosinistra adotterà il Piano. Noi per Vimercate, Movimento 5 Stelle e Lega Nord sono pronti alle barricate.

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