Vimercate, madre condannata per il sequestro del figlio

bimbo.jpgVimercate. Condannata dal Tribunale di Monza a 4 anni di reclusione per sequestro di persona e di sottrazione di minore. Questa la pesante pena inflitta a una vimercatese di origine russa che, insieme ai genitori (anch'essi condannati per lo stesso reato) rapì e sequestrò la figlia per allontanarla dal padre e trasferirla in Russia. Terra da cui il bambino non ha mai fatto ritorno. E mentre sono sempre vive le immagini della piccola Emma rapita dal padre e portata in Siria (leggi qui gli ultimi sviluppi), in città, dove risiede il papà del piccolo, si apre una nuova drammatica pagina di sottrazione di minori. 

La coppia si era sposata nel 2009, nel 2012 era nato il figlio, poi, nel 2014, la drammatica rottura. La famiglia trascorre le vacanze in Russia, poi il padre fa ritorno a casa dove riceve la telefonata della moglie: "Noi non torniamo più".  Solo qualche volta il padre, a Mosca, ha potuto riabbracciare il figlio ma in condizioni disumane: all'interno di un centro commerciale e guardato a vista dalle guardie private della donna, che appartiene ad una ricca famiglia russa. Due anni di calvario senza spiragli. Ora la condanna apre la strada per possibili mediazioni internazionali.

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