Al Gabbiano serata sui castelli del Milanese

castellivimercate.jpgVimercate. Nell’ambito della rassegna “Incontri d’estate tra libri e musica”  il giornalista e scrittore Luigi Barnaba Frigoli autore del fortunato romanzo storico La Vipera e il Diavolo ci conduce alla (ri)scoperta dei castelli del Milanese, a volte vere e proprie fortezze, ma spesso anche lussuose ed elaborate residenze di potenti signori, primi fra tutti i Visconti.

Un affascinante viaggio, tra storia, arte e leggendaCon proiezione di immagini.

Venerdì 19 Giugno – ore 21,00 - Libreria il Gabbiano
piazza Papa Giovanni Paolo II

Nel Milanese, tra il Ticino e l’Adda, durante tutto il ­medioevo 
e successivamente in epoca rinascimentale, sorsero numerosi 
castelli, a volte vere e proprie fortezze, ma spesso anche 
lussuose ed elaborate residenze di potenti ­signori che 
amavano circondarsi di una raffinata corte. Ponti levatoi, 
torri coronate da merli protettori e recinti murati 
costituivano le strategie di ­difesa più opportune. 
Ticino e Adda risultavano una efficace barriera contro 
eventuali attacchi nemici e non furono rari i casi di 
invasioni e aspri scontri, che videro opposte fazioni 
lottare fino allo stremo per il possesso del territorio 
e del relativo castello.
I più importanti e suggestivi castelli del Milanese sono 
sicuramente quelli dei Visconti, i quali proteggevano 
i loro domini attraverso un innovativo sistema di ­difesa 
disposto in prevalenza lungo il corso dei fiumi, sistema 
che rendeva borghi e villaggi meno esposti ai potenziali 
nemici e faceva dei fortilizi un importante punto di vigilanza.

Pubblicato per la prima volta nel 1982, nel corso degli anni 
Castelli del Milanese di Raffaele Bagnoli è stato ripetutamente 
ristampato. 
La presente edizione, opportunamente rivista 
e corretta alla luce delle numerose e inevitabili trasformazioni 
subite da svariati castelli, cascine e palazzi fortificati di cui 
il territorio milanese compreso fra il Ticino e l’Adda è 
ampiamente disseminato, è stata arricchita anche di 
un notevole apparato iconografico, che, assieme al 
gradevolissimo testo dell’autore – viandante incantato ma 
anche cronista attento e infaticabile – ci prende letteralmente 
per mano per condurci alla (ri)scoperta di un patrimonio 
storico, artistico e sociale inestimabile, di cui ­abbiamo 
il compito di preservare la memoria.  

You have no rights to post comments ##