Istigazione al femminicidio? Emis Killa replica e vola in classifica

emiskillaterzastagione.jpgVimercate. Davvero Emis Killa istiga al femminicidio? La polemica infuria sui social network dopo l'uscita di "3 messaggi in segreteria", brano contenuto nel neonato album "Terza stagione" del rapper vimercatese. Sotto accusa, frasi come "Lo so sono egoista, un bastardo, ma preferisco saperti morta che con un altro", ma soprattutto il passaggio finale: "E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza/Pieno di cattive idee dettate da una sbronza/Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti". «In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla - spiega il rapper per rimandare al mittente le accuse di istigazione al femminicidio -. Lo racconto dal punto di vista malato di chi ammazza. E' il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio». A chi critica l'uso di frasi troppo forti, Emis Killa risponde: «Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l'attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società. Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l'ho fatto coi modi e le parole che sono mie». Nella conferenza stampa di presentazione dell'album, Killa (all'anagrafe Emiliano Rudolf Giambelli, classe 1989) aveva già parlato ai giornalisti del senso di un brano così forte.  «Non temo assolutamente che qualcuno pensi ad emulare il personaggio che interpreto - aggiunge -. Sarebbe come temere che chi legge gialli poi diventasse un serial killer». Polemiche a parte, "Terza stagione" è già balzato in vetta alle classifiche italiane, scalzando dal podio i Green Day con il loro Revolution Radio.

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