Sagra della patata, migliaia di presenze: è subito boom

sagra2014.jpgOreno. Partenza col botto per la XXVI edizione della Sagra della patata: dopo il buon esordio di venerdì sera Oreno è stata letteralmente invasa da migliaia di brianzoli, e non solo, nella giornata di sabato. Se non si è toccato il record di presenze, poco c’è mancato. Un vero e proprio fiume di persone si è riversato nelle vie del centro dell’antica e suggestiva frazione, soprattutto tra le ore 20.30 e le 22. Certo, in piazza san Michele alle 21.45 avevano iniziato a suonare e cantare I cugini di campagna, uno dei gruppi simbolo degli anni ’70 “disimpegnati”, amati da quelli che al cantautorato e alle lotte politiche in eskimo preferivano la “disco dance” e la brillantina in testa. Ma il desiderio di ascoltare dal vivo e dai musicisti originali, e non da una cover band, il mitico brano “Anima mia” non può essere stata l’unica molla dello “tsunami” umano di sabato sera. Abbiamo percorso tutte le strade, i vicoli e le piazze, abbiamo osservato, ascoltato e annusato (non poteva mancare il profumo di patatine fritte…) e siamo giunti a una conclusione condivisa dal noto ferramenta-giornalista vimercatese e avallata da altri compagni di passeggiata: l’estate che sta finendo è stata talmente orribile che la gente ha ancora voglia di godersi le poche serate temperate che restano prima del periodo delle nebbie e delle alluvioni. E allora, “giù un caffè, televisore non mi avrai, no: stasera mi godo la moglie, i bambini, le patate, la birra artigianale, mi slurpo un gelato, magari acquisto qualcosa alle bancarelle, ascolto la musica (oltre al pop di piazza San Michele si poteva scegliere il rock degli Art Breakers, tribute band dei Led Zeppelin, al Basell o il jazz dell’Alex Bioli Trio in piazzetta Borromeo), ammiro gli abiti di scena de I cugini di campagna (impossibile non soffermarsi a guardarli e, per i meno giovani, pensare agli anni dell’adolescenza…) e contemplo la struttura architettonica del borgo e il convento francescano (non mi stanco mai di apprezzare tutto questo di fronte agli sfregi e all’avanzata cementizia di altra Brianza, anche vicina)”. E poi c’è stato l’effetto telefonino: diverse persone incrociate che col cellulare all’orecchio invitavano gli amici e i parenti a raggiungerli a Oreno che la sagra era bella e piena di gente.

A proposito di crisi, la sagra è piena di bancarelle di apicoltori: “Abbiamo avuto il 30% in meno di produzione di miele a causa del maltempo, che non ha aiutato le api nel loro lavoro” lamenta uno di loro. Per sapere se anche la qualità della patata di Oreno ha sofferto del clima non vi resta che acquistare un sacchetto da 5 chilogrammi, in vendita a 5 euro al punto informazioni. Dopo la fine del concerto de I cugini di campagna (a mezzanotte passata, alla faccia dei 67 anni d’età dei due leader del gruppo!) anche turisti venuti dall'estero hanno abbracciato a mo' di souvenir il loro "sacco di patate". Per la serie: le industrie chiudono, i negozi anche… ci salverà l’agricoltura? I bambini dovranno farsene una ragione: “Ridi, ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi… anche oggi”!

Per conoscere la storia della sagra e leggere il programma delle prossime giornate: http://www.circoloculturaleorenese.org/

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