Salvare le chiese di Vimercate: ecco come avanza il progetto

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Vimercate. Un tesoro spirituale, culturale, artistico e architettonico dal valore incalcolabile. E' ambizioso il proogetto di conservazione del patrimonio architettonico della Comunità pastorale della Beata Vergine del Rosario di Vimercate e Burago di Molgora. Recentemente www.iqt.it ha tracciato il bilancio del percorso avviato qualche anno fa. Eccolo. Il progetto, avviato un paio di anni fa, sta cominciando a produrre i risultati attesi. L’obiettivo, forse in apparenza ambizioso, è di intraprendere un percorso di cura e attenzione per tutte le chiese della Comunità Pastorale, affinché le risorse economiche ed umane impegnate nella conservazione e valorizzazione di questi beni siano ottimizzate e rese efficaci. L’idea di sviluppare questo progetto è nata da un’esigenza fortemente sentita dalla comunità di Ruginello, preoccupata per le condizioni in cui versa la chiesa di S. Maria Assunta, la chiesetta della “Mort di Rusnell”, che nella sua semplice architettura conserva importanti testimonianze artistiche, in buona parte ancora da studiare. Questo appello ha richiamato l’attenzione del parroco e dell’Amministrazione comunale, così che dal 2006 il bene è diventato oggetto dapprima di due corsi di Restauro architettonico del Politecnico di Milano e poi di diverse iniziative di divulgazione, quali l’apertura al pubblico durante la manifestazione “Ville Aperte” e numerosi articoli sui giornali locali. Si sono così creati diversi momenti di divulgazione delle nuove conoscenze acquisite e occasioni di valorizzazione dell’edificio, permettendo al pubblico di fruire di un bene culturale altrimenti poco noto. Ma il percorso intrapreso ha subito aperto la via ad un progetto di più ampio respiro: una sorta di check up dello stato di salute di tutte le chiese della Comunità Pastorale. Infatti sin dai primi colloqui con Don Mirko è apparso chiaro che il caso di Ruginello costituisce un’emergenza, ma che anche tutti gli altri edifici hanno bisogno di cure costanti, proprio per evitare di ritrovarsi in simili situazioni d’urgenza. E’ stato dunque messo a punto un documento da presentare a Fondazione Cariplo, che lo ha giudicato favorevolmente assegnando un contributo pari a quello destinato dall’Amministrazione Comunale, derivante dalla percentuale sugli oneri di urbanizzazione secondaria. Il progetto riguarda tutte le chiese della Comunità Pastorale e prevede: • schedatura di ciascun edificio • indagini scientifiche • pratiche ispettive • interventi di manutenzione • attività di comunicazione e divulgazione delle attività • formazione La logica è di conoscere per intervenire a ragion veduta, utilizzando i dati raccolti a vario titolo, anche per dimostrare la necessità degli interventi e sostenere le domande di finanziamento. Gli interventi emersi come prioritari, già in corso di progettazione, riguardano la parete Nord del Santuario della B.V. del Rosario e le opere strutturali della chiesa dell’Assunta di Ruginello, mentre a S. Stefano sono in corso le indagini necessarie per ottimizzare eventuali interventi sulle finiture interne e di manutenzione della copertura. Ma la grande scommessa è quella di costruire un quadro aggiornabile di conoscenza e controllo dello stato di conservazione delle chiese. Tutte le attività sono basate sul coinvolgimento della popolazione, in quanto si ritiene che la partecipazione degli utenti sia condizione necessaria per l’applicazione delle nuove metodologie anche di programmazione e finanziamento. Il percorso di condivisione si svolge attraverso incontri guidati, in cui si stimola lo scambio di esperienze e competenze all’interno del gruppo, e la discussione collegiale sul modo di affrontare scenari reali. Obiettivo finale è la formazione di competenze radicate sul territorio per assicurare la continuità dell’attenzione e dell’impegno innescati dal progetto. E’ per questo che si cercano sempre nuove occasioni per raccontare il lavoro che si sta svolgendo; la campagna di comunicazione ha il compito di divulgare il nuovo corpus di conoscenze acquisite e di mostrare alla popolazione/pubblico i risultati ottenuti attraverso incontri con la cittadinanza, seminari tematici, realizzazione di strumenti informativi (come i tabelloni apparsi da qualche settimana nel Santuario) anche con supporti digitali e la produzione di articoli e saggi. Ad oggi sono state eseguite diverse attività tra quelle previste dal progetto: • rilievo con laser scanner della chiesa di S. Maria Assunta a Ruginello; • indagini diagnostiche nella chiesa di S. Maria Assunta a Ruginello, nel Santuario della B.V. del Rosario e tra poco in S. Stefano; • stesura di un Piano di Conservazione (documento che contiene da una parte la “carta d’identità” del bene e dall’altra la programmazione delle attività conservative) per la chiesa di S. Maria Assunta a Ruginello, il Santuario della B.V. del Rosario, la chiesa di S. Stefano e l’oratorio di S. Antonio; • individuazione delle priorità di intervento; • il progetto di risanamento della parte nord del Santuario; • sono in corso le ultime indagini diagnostiche. I risultati fino ad ora ottenuti sono sicuramente interessanti, e non solo agli occhi di chi si occupa per lavoro ( e passione) di questo patrimonio, ma anche per chi ogni giorno o quando trova il portone aperto entra in questi luoghi. La chiesa di S. Maria Assunta a Ruginello ha rivelato dettagli segreti, come la presenza di un arco gemello a quello visibile sulla parete sud, segno di una fase costruttiva superata da una modifica della distribuzione degli spazi, come la modalità di realizzazione del campanile “sospeso” sul vano di ingresso laterale e come la ricchezza della decorazione sotto lo strato di tinteggiatura. Il Santuario e la chiesa di S. Stefano, invece, richiedono attenzione perché se pur in buono stato di conservazione stanno manifestando dei segnali che denotano la presenza di qualche malfunzionamento del sistema di copertura. Nel primo caso questi sono evidenti e si sono resi necessari una piccola manutenzione e poi l’intervento di risanamento della parete nord. Le principali fasi di intervento previste per il risanamento della parete nel Santuario sono: preconsolidamento, pulitura/estrazione sali, consolidamento in profondità, equilibratura cromatica e ripresa delle decorazioni, consolidamento delle superfici. Ogni fase operativa sarà preceduta da una serie di campionamenti preliminari, per valutare l’efficacia della lavorazione di concerto con la Soprintendenza. Preannunciamo che sarà un “cantiere aperto”: sarà infatti possibile, nel rispetto delle norme di sicurezza, seguire le operazioni passo passo, saranno organizzati momenti di illustrazione del cantiere ed alla fine verrà realizzato un pannello riassuntivo che chiuderà la serie di quelli già presenti nel Santuario. Nel caso di S. Stefano, invece, i campanelli d’allarme sono meno eclatanti: una macchia di umidità più grande di qualche centimetro, la presenza di un po’ di polvere di intonaco sul pavimento e qualche goccia d’acqua a terra dopo le piogge abbondanti di questo inverno. Sono bastati però un giro di controllo ed una lista di punti critici da monitorare per cogliere questi segnali. E così si farà per tutti gli altri edifici, sulla base della scheda compilata in occasione della redazione del progetto e del programma di conservazione, che è in fase di stesura. Il vero risultato è la sistematizzazione di questi dati e l’accessibilità delle informazioni a coloro che partecipano alla conservazione delle chiese: i volontari che forniscono un supporto tecnico, che custodiscono gli edifici, che li tengono in ordine e puliti e anche ai fruitori (visitatori e fedeli). Questo non è che un breve resoconto del progetto che stiamo portando avanti, in attesa di un momento pubblico di condivisione e presentazione delle attività che si spera possa suscitare interesse e curiosità.

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