Accuse al Comune, il Tribunale assolve Cagliani. Sindaco in silenzio

cagliani.jpgVimercate. Assolto perché il fatto non costituisce reato. E’ una vittoria in sede giudiziaria ma dalla forte connotazione politica quella legata alla sentenza con cui il giudice del Tribunale di Monza ha scagionato il consigliere di Noi Per Vimercate, Alessandro Cagliani, nel processo per diffamazione intentatogli dall’Amministrazione comunale. Cagliani, all’interno di un contesto che probabilmente voleva essere ironico relativo alla giornate della legalità e trasparenza organizzate dall’Amministrazione Comunale, aveva scaricato su Facebook una serie di pesanti accuse su alcune vicende dell’ultimo decennio a Palazzo Trotti. In particolare Cagliani aveva ricordato i lati giudiziari non ancora risolti della nota vicenda di Villa Sottocasa (leggi qui i dettagli), era tornato sugli oneri di urbanizzazione della ex Bassetti, da lui considerati una sorta di “regalo” al privato, e poi ancora aveva calcato la mano sul bando co-housing, sul cied. Era l'ottobre 2013. L’Amministrazione guidata dal sindaco Paolo Brambilla (PD) non ci aveva pensato molto per adire alle vie legali. E non si è fermata nemmeno quando il pubblico ministero aveva chiesto in prima battuta l’archiviazione: il Comune aveva impugnato la richiesta e si era arrivati poi all’imputazione coatta da parte del GIP e quindi all’udienza prreliminare di mercoledì mattina in cui il GUP avrebbe sentenziato in merito al rinvio a giudizio di Cagliani poiuttosto che al non luogo a procedere. Non sono mancate, nel frattempo, le polemiche sui costi sostenuti dall’Amministrazione per una battaglia più dal sapore politico che amministrativo. Ora, con la sentenza di mercoledì (di cui si attendono le motivazioni), Cagliani passa all’incasso. “In attesa delle motivazioni delle sentenza emerge chiaramente con l'assoluzione il non intento da parte del sottoscritto a diffamare il Comune perché emerge l'assenza di intento diffamatorio – commenta Cagliani – Per ogni analisi di dettaglio nel merito ovviamente attendo le motivazioni. Del resto il sindaco, che è colui che ha voluto e cercato questa sentenza, è persona sicuramente più qualificata del sottoscritto per poterla commentare”. Il sindaco, però, al momento ha scelto il silenzio: contattato dalla nostra redazione sul cellulare, via sms e anche attraverso la sua segreteria personale non ha mai risposto.

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