Alcatel, confermati 43 prossimi licenziamenti

alcatel2014 (5).JPGVimercate. 43 licenziamenti, di cui 37 in città. Sono i numeri a pesare sull'esito del ertice tenutosi martedì a Roma, dove presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Alcatel-Lucent ha aggiornato il Governo e le parti sociali sullo stato di avanzamento e sulle ultime azioni necessarie al completamento della prima fase dello Shift Plan, il piano di riposizionamento dell’azienda quale specialista nell’IP, nel cloud e nell’accesso a banda ultralarga.

Purtroppo, alla conclusione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, la Società non sarà in grado di garantire il reimpiego per le posizioni oggetto di sospensione e, in assenza di altri strumenti applicabili, si vede costretta a dar corso alla procedura di mobilità.

Alcatel-Lucent - spiega l'azienda in una nota stampa - conferma il suo impegno in Italia, dove ha recentemente investito nella realizzazione della nuova sede di Vimercate, tecnologicamente avanzata, che ospita anche due centri di ricerca e sviluppo all’avanguardia, fiore all’occhiello della tecnologia internazionale e vera eccellenza a livello mondiale.  Inoltre, di recente all’Italia è stata affidata la responsabilità di un’area geografica più ampia che comprende, oltre a Italia, Grecia, Cipro e Malta, anche i Balcani e l’Europa Centrale.

La prima fase dello Shift Plan, lanciato nel 2013,  è stata essenziale - spiega l'azienda - per garantire un futuro sostenibile ad Alcatel-Lucent. Obiettivi fondamentali, a livello globale, sono stati il recupero della redditività, il miglioramento dei flussi di cassa e l’aumentata capacità di investire in ricerca e sviluppo. La rifocalizzazione delle attività ha comportato la riduzione di posizioni in tutti i Paesi in cui Alcatel-Lucent opera. In Italia, la gestione degli esuberi è stata affrontata, nel corso del tempo, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sociale, garantendo per quanto possibile la continuità lavorativa attraverso l’adozione di strumenti quali la CIGS, accompagnata da percorsi di riqualificazione professionale, la ricollocazione interna, l’incentivazione all’esodo, oltre all’individuazione di partnership per l’outsourcing di attività e servizi.

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