Consumo di suolo, duello epistolare tra Brambilla e Sartini

brambillasartini.gifVimercate. Cementificatore o ecologista? E' sulla vera essenza della politica urbanistica di Palazzo Trotti che si sta combattendo, a colpi di mail, una interessante disputa tra il sindaco Paolo Brambilla (PD) e il capogruppo di minoranza del Movimento 5 Stelle, Francesco Sartini. A innescare il dibattito era stato l'esponente pentastellato, segnalando a tutti i consiglieri e alla Giunta un articolo dell'Associazione Salviamo il paesaggio (leggi) che, di fatto, stigmatizzava la scelta di edificare la nuova Esselunga, con torri annesse, sacrificando suolo agricolo in presenza di aree dismesse da riqualificare. Pochi giorni dopo è arrivata la risposta del sindaco, inviata a tutti i destinatari della precedente mail e poi diffusa dall'Ufficio Stampa di Palazzo Trotti. A questa ha poi controreplicato brevemente Sartini.

IL SINDACO. "La presenza di realtà associative come quella di "Salviamo il paesaggio" rappresenta indubbiamente una occasione di contributo culturale a diffondere sensibilità rispetto alla salvaguardia dei valori ambientali dei nostri territori - scrive Brambilla - Valori ai quali rivendico di avere improntato, con energia e realismo, l'azione di pianificazione territoriale e di progettualità ambientale delle mie Amministrazioni, nell'ambito di una competenza diversa da quella dell'associazione, e che ci accomuna, che è quella di essere amministratori pubblici che operano nelle Istituzioni. Avere esteso da meno di 3.000.000 di mq ad oltre 7.000.000 le aree di Vimercate comprese nei vincoli di inedificabilità assoluta dei due PLIS Molgora e Cavallera, avere ridotto le previsioni di consumo di suolo con l'ultimo PGT di quasi il 3%, avere espressamente rinunciato a destinare aree a nuovi Centri Commerciali ma avere solo consentito spostamento ed ampliamento di quello storicamente insediato a Vimercate, avere introdotti livelli di edificabilità massimi ritenuti sostenibili condizionandoli però al raggiungimento di performance di sostenibilità ambientale dei progetti urbani e degli edifici, sono solo alcune delle politiche poste in atto. Della loro efficacia, della loro valenza ci siamo confrontati, abbiamo magari idee differenti, questo è il campo della politica, e della politica amministrativa. Dove ci si confronta, da amministratori, con la praticabilità dei percorsi e con la composizione di molteplici obiettivi e condizioni di contesto, e non solo, come legittimamente può fare una associazione, con la promozione di una settoriale istanza culturale, sociale, ambientale che sia. Pur importante che sia. In merito alla partecipazione dei cittadini, non credo sia utile aggiungere ulteriore commento ai dati quantitativi e qualitativi di particolare entità che ho fornito anche in sede istituzionale circa il coinvolgimento della cittadinanza nella formazione delle scelte riguardanti interessi pubblici, volumetrie e destinazioni del PGT, dentro il quale stavano anche le decisioni riguardanti l'ambito cosiddetto "Esselunga" in questione, con il bagaglio di nuove edificazioni residenziali. Ci sono agli atti, a noi tutti disponibili, numeri e descrizione delle riunioni, dei contatti, delle mostre, dei concorsi di idee svolti. Circa la tipologia edilizia adottata, la scelta è stata proprio quella di salvaguardare più ampi spazi liberi, aumentandone la quota ad uso pubblico disponibile, promuovendo un ulteriore (anche se, non abbiamo mai nascosto, parziale) spazio partecipativo. Può legittimamente sembrare al consigliere Sartini che quanto fatto non fosse sufficiente. Meno legittima mi pare l'affermazione che il Consigliere pronuncia laddove ritiene che "la città meriti ... maggiore onestà". Leggo sul dizionario Hoepli la definizione della parola onesto: "Che sente e opera secondo i principi giuridici e le leggi morali della virtù e dell'onore".
Il consigliere Sartini dovrebbe circostanziare i principi giuridici infranti da una scelta pianificatoria e dalle persone che l'hanno posta in essere. E dire chiaramente quali "leggi morali della virtù e dell'onore" rimprovera a me ed alla mia amministrazione di avere offeso. Mi auguro non trincerandosi dietro il fatto di avere chiesto solo "maggiore" onestà. O che la richiesta morale riguardi le scelte, e non le persone che le hanno poste in essere. L'astenersi, nei rapporti politici, dall'uso di categorie morali, aiuterebbe a coltivare relazioni più franche e trasparenti, dove ci si possa confrontare sulle idee e non sui giudizi morali ed etici che, nel clima di sospetto e disillusione verso le Istituzioni che tanti coltivano nella nostra società, finisce per adombrare il perseguimento di interessi personali di chi impegna le proprie energie per la cosa pubblica. Che lo faccia in maniera efficace o meno"

LA CONTROREPLICA DI SARTINI. "E` chiara la distanza politica, e il diverso giudizio sulla priorità secondo cui orientare le scelte - ribatte Sartini con una nuova mail - L’evidente fragilità dei territori di fronte ad episodi climatici non frequenti, ma neppure così rari, così come il contrarsi da un lato della domanda immobiliare (numericamente provata anche dal censimento di Salviamo il Paesaggio) e dall’altro delle possibilità di sviluppo agricolo, accompagnato al grido di allarme circa la predisposizione a fenomeni illeciti del settore edile (cito il PM Mapelli nella sua presentazione fatta in biblioteca pochi giorni fa cui alcuni di noi erano presenti) mi convincono a sviluppare un pensiero politico che si spinga ben oltre quanto fatto, e che cerchi di dare priorità alla tutela del territorio non edificato, rispetto alla sua cementificazione.

La maggiore onestà che auspico starebbe nel non prendere in giro la cittadinanza, proponendo una sondaggio tra due progetti che prevedono entrambi torri, per poi scrivere in delibera che si deroga al PGT e si acconsente lo sviluppo di torri perché il percorso partecipativo ha dato tale indicazione. E` stata forse data la possibilità alla cittadinanza di esprimersi in modo da indicare la contrarietà alle torri?".

 

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