Lo sfogo del sindaco: "Vimercate non si giudica dai profughi"

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Vimercate. Un lungo post per dire che Vimercate non si giudica dall'eventuale realizzazione di un centro per lo smistamento di profughi. Il sindaco Paolo Brambilla ha pubblicato su facebook un lungo intervento per ricordare ai tanti concittadini che si sono sollevati contro l'ipotesi dell'utilizzo in emergenza di una parte dell'ex ospedale. Mentre ha più volte ribadito di non aver avuto voce in capitolo nella vicenda (le opposizioni gli hanno, però, ricordato la facoltà di far intervenire l'Asl per valutare l'idoneità degli spazi), ora il sindaco evidenzia altri aspetti della sua città che non vuole siano oscurati dalla vicenda profughi. Ecco il testo.

Mentre sembra che il destino della qualità della vita in Vimercate si giochi 
intorno a un centro accoglienza temporanea per un paio di decine di 
richiedenti asilo che magari potrebbe finire per non arrivare mai, e che
comunque non graverebbe per un euro sulle casse del Comune, mi sembra 
utile raccontare qualcosa di certo e concreto. 
Così, giusto per 
dire una delle cose che stiamo facendo concretamente, sul tema della 
casa, per chi vive a Vimercate e non ce la fa. 
E per sottrarci un momento dalla ridda dei "si dice", dei sospetti, delle paure, dei proclami, delle battute ad effetto.

Parlo del contributo sugli affitti, un aiuto di 1.500 € o di 2.000 € 
per nucleo familiare che, in affitto, con condizioni reddituali precarie
(meno di 9.500 € di reddito annuo ISEE), ne fa domanda alla Regione, 
avendo determinati requisiti. 
La Regione eroga il 60% di quelle 
somme a titolo di canone d'affitto, direttamente al proprietario, a 
patto che il Comune ne metta il restante 40%. Le domande vanno 
presentate entro il 31 ottobre 2014. 
Il Comune, come quasi tutti 
gli altri Comuni, si è predisposto a fare la sua parte: questa settimana
con una variazione di bilancio abbiamo destinato oltre 44.000 € ad 
incrementare la somma già stanziata, arrivando a oltre 58.000 € per il 
2014, quattro volte la somma stanziata lo scorso anno, quando i limiti 
reddituali imposti da Regione erano stati molto abbassati, escludendo di
fatto molti nuclei familiari dall'accesso.
Uno sforzo enorme per le
casse del Comune, ma che abbiamo fatto con la consapevolezza di dovere 
aiutare persone che si trovano in situazioni difficili. Il Comune si è 
anche fatto carico di istituire un apposito sportello informativo, per 
aiutare nella compilazione della domanda.
Ho letto tante cose in 
questi giorni, quando sulla vicenda dei profughi e del ventilato centro 
di accoglienza si sono spese da parte di tanti parole dure, che 
richiamavano il dovere di aiutare "i nostri" prima degli altri. 

Spero di essere riuscito a spiegare solo una delle cose che facciamo, da
ben prima di quel monito strumentale, per chi vive tra di noi. Lo 
facciamo con energia, magari chiedendo a tutti di farsi carico di 
qualche percentuale di aliquota più alta nella nostra imposizione 
fiscale locale, per destinarle ad un dovere di solidarietà verso le 
situazioni di bisogno della nostra gente.
Aprire la mente ad altri e drammatici bisogni non toglie niente a costoro.

Chi mette in competizione le povertà, chiudendo la mente propria e 
degli altri alla verità di fenomeni particolari e complessi come quello 
dei richiedenti asilo, alimentando solo paure e timori, ha solo secondi 
fini, cerca solo facili consensi.

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