Pericolo destre? L'onorevole Capitanio scrive a Cereda

Pericolo destre? L'onorevole Capitanio scrive a Cereda

Vimercate. In occasione di un recente volantinaggio porta a porta, il candidato sindaco di centrosinistra, Francesco Cereda, ha messo in guardia i vimercatesi sul pericolo "destre". Oggi la replica del deputato brianzolo della Lega, Massimiliano Capitanio.

Ecco il testo

sono Massimiliano Capitanio, deputato della Lega, nato a Vimercate e residente a Concorezzo. Non ho avuto il piacere di conoscerla, ma credo non mancheranno le occasioni.
Ho letto con un certo stupore, e non le nego un po’ di disappunto, il suo messaggio ai vimercatesi in cui, anziché spiegare il programma in base al quale i cittadini dovrebbero votarla, esprime preoccupazione per il fatto che “le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città”.
Le scrivo perché quando dice “nostra” intende un po’ anche la “mia”: sono nato a Vimercate, ho frequentato il liceo Zucchi in città prima in via Valcamonica e poi a Oreno, ho lavorato al Giornale di Vimercate dal 1998 al 2009, ho fatto volontariato sulle ambulanze dell’Avps, di cui sono ancora socio, per oltre 13 anni e domani mattina, venerdì, alle 8,30, sarò all’ospedale di Vimercate per la donazione Avis.
Mi sono impegnato in questa campagna elettorale perché amo Vimercate, ho stimato il lavoro (e lui lo sa) del sindaco Enrico Brambilla, ma da quindici anni la città si è spenta, si è fermata, si è isolata. E la responsabilità è in gran parte da attribuire ai partiti che la sostengono.
Quando scrive che “le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città” commette un errore di una gravità talmente abnorme che voglio attribuirlo solo a stanchezza e inesperienza e non piuttosto a malafede o voluta strategia.
In primo luogo qui nessuno vuole “prendersi” la città (che non è nostra, ma è di tutti), ma solo governarla meglio: in prima persona ho lavorato (anche ad un tavolo con l’ex sindaco Sartini) e con Regione Lombardia perché si procedesse, dopo anni di stallo, alla riqualificazione dell’ex ospedale, ho affiancato il presidente dell’Avps Elio Brambati perché non ci fossero ostacoli nell’organizzare il punto tamponi in via 25 aprile e soprattutto l’hub vaccinale presso l’ex Esselunga, ho lavorato perché si fermasse la migrazione di studenti verso Monza e Lecco attivando presso il Vanoni il Liceo in Scienze Umane (ex magistrali); come membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ho lavorato perché l’ufficio postale di Ruginello non chiudesse, ho impegnato il Governo a stanziare il prima possibile risorse per la metropolitana a Vimercate e potrei andare avanti.
In secondo luogo fa sorridere, e preoccupare allo stesso tempo il fatto di invocare, lo spettro delle destre: in questo modo lei prova a dividere la città in un momento in cui il presidente della Repubblica Mattarella invoca coesione e lo fa, tra l’altro, in un modo che Giorgio Gaber aveva intelligentemente archiviato con una canzone. A Vimercate non c’è un pericolo “destre” (se per caso volesse ammiccare a inesistenti e deprecabili nostalgie neofasciste) e spero nemmeno di “sinistre”, almeno quelle sinistre che in questi giorni hanno armato gli scontri no-green pass a Milano (1 persona arrestata e 57 denunciate). Io personalmente sono antifascista e anticomunista, Lei ha ancora qualche ora per dichiararsi pubblicamente antifascista e anticomunista. Spero non abbia problemi a farlo.
Vada soprattutto a guardare in faccia le persone che abbiamo candidato: lavoratori, imprenditori, volontari, catechiste, animatori, commercianti, artigiani, dirigenti.
Vada a dire a loro che “le destre provano a prendersi la nostra Città”. Caro Cereda, Vimercate non è cosa vostra. Lei potrebbe anche essere il nuovo sindaco di Vimercate, ma impari a essere il sindaco di tutti e senza paraocchi ideologici. Non è con questi trucchetti che riporteremo a votare il 50% dei vimercatesi che purtroppo non ha votato al primo turno per Vimercate. Non è con questi trucchetti che dovrebbe cercare di fermare il cambiamento di quanti voteranno per Giovanni Sala.
Con sincerità,
Massimiliano Capitanio

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