Avevano colpito anche in via Grandi i 4 albanesi presi dalla Polizia

Avevano colpito anche in via Grandi i 4 albanesi presi dalla Polizia

Delinquenti violenti e senza scrupoli, tanto che chiamarli solo "ladri" è quasi un affronto alla categoria dei semplici mariuoli. Quattro albanesi, forti e atletici, non avevano alcuna pietà per le vittime dei loro raid e arrivavano anche a puntare la pistola alla testa dei malcapitati derubati se venivano scoperti nelle loro abitazioni. Come dire: fuori i soldi o ti ammazzo, comando io in casa tua! Erano tutti albanesi, dai nomi più o meno identificabili con l'etnìa resi noti dalla Polizia di Stato che ha proceduto agli arresti. Ecco le loro generalità: A.G. (22 anni), Alfons C. (27 anni), K.K. (28), e A.S. (37). Pare che il capo sia il 27enne, detto "Fonzie" più per assonanza del nome che per somiglianza con il mitico personaggio di Happy Days.

Due dei "colpi" sono stati messi a segno a Vimercate, per la precisione in via Grandi; gli altri a Milano, San Donato e Seregno.

La tecnica dei balordi era sempre la stessa: rubavano una targa e la appiccicavano su un'altra auto (rubata pure) con la quale effettuavano le loro scorribande. Ottimi scalatori, dotati anche di attrezzatura da montagna, si calavano dai tetti fin sui balconi più alti e da qui entravano nelle case. Se l'abitazione era vuota, procedevano a ripulirla di ogni bendidio; se dentro c'erano i padroni di casa, fa niente: li pestavano e minacciavano di morte facendosi consegnare soldi e gioielli. Bella gente eh? Per fortuna la Polizia di Stato ha stretto il cerchio in poco tempo (vista anche la pericolosità dei soggetti) ed ha efettuato il blitz decisivo.

Gli agenti sono entrati in azione pochi giorni fa a Rodano (un paesino in provincia di Milano) e hanno ammanettato la banda. Dopo averli torchiati a dovere, gli uomini della Questura sono riusciti a far confessare il covo operativo dove veniva nascosta la refurtiva e l'attrezzatura per i "colpi". Si tratta di un box a Cesano Maderno dove sono stati sequestrati oggetti di ogni genere adatti per lo scasso, ma anche una pistola calibro 7,65 usata per terrorizzare le vittime. Proprio con questa pistola, usata a mo' di martello, il 27enne "Fonzie" ha pestato a sangue uno dei derubati, colpendo alla testa più e più volte. Il che gli vale l'accusa, oltre ai vari furti aggravati, anche di tentato omicidio. Nel caso, le pene da irrorare sarebbero esemplari: per furto con scasso (art. 625 Codice Penale, reclusione fino a 3 anni più 400 euro di multa) e per tentato omicidio (art. 56 Codice Penale, reclusione finoa 12 anni) si rischia grosso. Certo, bisogna poi vedere se il giudice di turno applicherà la legge senza attenuanti.